Legambiente

500 associazioni lanciano un APPELLO al presidente Juncker:

“Ogni giorno in Europa vengono degradati 500 ettari di terra fertile, serve una legge specifica per proteggere il suolo!”

 

In Umbria Legambiente segnala un milione di metri quadrati occupato da capannoni commerciali e industriali

Il 22 Aprile giornata internazionale di mobilitazione per dire stop al consumo di suolo, attraverso la raccolta firme europea #SALVAILSUOLO.

L’appello, inviato in occasione della Giornata Mondiale della Terra, fa riferimento all’obiettivo delle Nazioni Unite ‘fermare il degrado di suolo a livello globale entro il 2030’ ed è rivolto alla Commissione Europea affinché faccia la sua parte, con la consapevolezza che le politiche europee hanno un’impronta molto profonda sui suoli e i territori del resto del mondo. A lanciarlo sono i promotori dell’Iniziativa dei Cittadini Europei “People4Soil”, a nome delle 500 organizzazioni che hanno aderito al network europeo (www.salvailsuolo.it). Al presidente della CE Claude Juncker viene chiesto di fermare il consumo di suolo sviluppando un quadro legislativo vincolante per gli Stati Membri, che riconosca al suolo lo status di “bene comune” proprio come l’aria e l’acqua.

Anche l’Umbria purtroppo contribuisce al degrado con oltre un milione di metri quadrati di superficie occupata da strutture commerciali medie e grandi: un negozio ogni 52 abitanti e ogni 500 metri; sono 1.267 le strutture medie (fino a 2.500 metri quadri) e 36 le grandi; 42 i centri commerciali e 14 invece i cosiddetti poli commerciali.

La “padanizzazione” dell’Umbria si percepisce chiaramente soprattutto percorrendo la superstrada da Perugia a Spoleto, nella Valle Umbra e tra Perugia e Corciano, dove i capannoni commerciali e industriali si susseguono senza sosta e dove nonostante molti siano rimasti vuoti per la crisi economica, si continua a costruirne degli altri. E’ per questo che è importante anche nella nostra piccola regione diffondere il più possibile l’appello e la raccolta firme #SALVAILSUOLO.

Una politica attiva a difesa del suolo è anche una politica di sicurezza e sviluppo economico: suoli sani e ricchi di sostanza organica consentono produzioni agricole di maggior qualità e più resistenti ai rischi climatici; allo stesso tempo fermare la cementificazione di suoli agricoli è l’unico modo per concentrare gli investimenti edilizi nei luoghi che hanno davvero bisogno di rigenerazione: le città. Si tratta di una politica di sviluppo di lungo termine, che salvaguarda le risorse e il patrimonio europeo, ma è anche il caposaldo delle strategie di mitigazione e adattamento climatico. Per questo nella Giornata Mondiale della Terra le 500 associazioni che hanno sottoscritto la lettera a Juncker chiamano a raccolta tutti i cittadini, invitandoli a sottoscrivere l’Iniziativa dei Cittadini Europei su www.salvailsuolo.it .

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