L’UOMO CHE PESO L’ETERNITÀ
Giuseppe Bresciani

edizioni Altre voci. 
Il nuovo libro

 

L'UOMO CHE PESO L'ETERNITÀCiuseppe Bresciani

edizioni Altre voci. 
Il nuovo libro

L’UOMO CHE PESO L’ETERNITÀ Ciuseppe Bresciani edizioni Altre voci.  Il nuovo libro

 

Un uomo alla ricerca della verità profonda
del senso della vita.
Tra storia, leggenda e surrealismo 

Sinossi de

L’UOMO CHE PESÒ L’ETERNITÀ

di Giuseppe Bresciani.

È il Natale del 1940 e la neve scende copiosa su Roma. Un uomo anziano si aggira
solitario sul Pincio, in attesa di qualcuno che tarda ad arrivare. Per ingannare la noia
o forse sgravarsi di un segreto, si rivolge a un uditorio muto. Seduto su una panchina, incurante del maltempo e del gelo, inizia a raccontare alle statue del parco i fatti incredibili della sua vita, segnata dall’avventura e dai prodigi.

Si snoda una vicenda straordinaria fin dal giorno in cui venne al mondo, nel 1694. L’uomo, infatti, ha 246 anni, un’età inverosimile raggiunta grazie al fatto che ha saputo
arrestare il proprio invecchiamento.

Confessa di avere “navigato per tre secoli sulle acque impetuose della storia”.

È riuscito in questa impresa non grazie a un dono
sovrannaturale ma alla ricerca, coronata dal successo, della pietra filosofale e dell’elisir di lunga vita. Leopoldo Giorgio – questo è il suo nome – è figlio di una principessa tedesca sposata con un Medici e di un nobile ungherese.

Istruito dal suo precettore alla ricerca della verità e votato all’alchimia, compie un cammino che lo porta a viaggiare per il mondo e maturare esperienze propedeutiche alla conquista
dell’immortalità.

Rientrato dall’Oriente con facoltà non comuni, inizia a esercitare il suo carisma su uomini e donne, ergendosi a protagonista o testimone fattivo di importanti eventi storici e sociali.

Sceglie di chiamarsi “Conte di Saint Germain”, benché nel corso degli anni adotterà svariati pseudonimi, e diventa l’attrazione delle corti europee che seduce con la sua cultura, i suoi trucchi, il suo portentoso talento.

Nel 1784, finge di morire per trasformarsi in una leggenda. Affronta così la seconda
parte della sua esistenza, misurandosi con le grandi rivoluzioni (francese, industriale e russa), il nuovo mondo e le sue frontiere inesplorate, le guerre, il progresso scientifico, la Belle époque, l’amore.

Ed è proprio l’amore per una donna a renderlo fragile e insieme cinico. In verità, egli ama l’eterno femminino, incarnato non soltanto dalla sua Ortensia ma delle di lei figlia e nipote.

Ama tre generazioni con la
medesima intensità e molte altre donne anonime o famose.

È l’amore, più che l’elisir di lunga vita, ad alimentare la sua vitalità, la sua eterna giovinezza.

Nel ripercorrere figure e avvenimenti storici che scandiscono il cursus di un’anima famelica e nello stesso tempo l’iter del consorzio umano, l’uomo che pesò l’eternità accompagna il lettore su un ideale tapis roulant da cui non vorremmo mai scendere.
Ma è giocoforza farlo.

Ha smesso di nevicare ed è sceso il buio su Roma.

La persona che il conte ha atteso a lungo non è arrivata: è tempo di chiedersi se sia preferibile continuare a vivere o concedersi al sonno che solve et coagula.

Sinossi de L’UOMO CHE PESÒ L’ETERNITÀ di Giuseppe Bresciani
È il Natale del 1940 e la neve scende copiosa su Roma. Un uomo anziano si aggira
solitario sul Pincio, in attesa di qualcuno che tarda ad arrivare. Per ingannare la noia
o forse sgravarsi di un segreto, si rivolge a un uditorio muto. Seduto su una
panchina, incurante del maltempo e del gelo, inizia a raccontare alle statue del
parco i fatti incredibili della sua vita, segnata dall’avventura e dai prodigi. Si snoda
una vicenda straordinaria fin dal giorno in cui venne al mondo, nel 1694. L’uomo,
infatti, ha 246 anni, un’età inverosimile raggiunta grazie al fatto che ha saputo
arrestare il proprio invecchiamento. Confessa di avere “navigato per tre secoli sulle
acque impetuose della storia”. È riuscito in questa impresa non grazie a un dono
sovrannaturale ma alla ricerca, coronata dal successo, della pietra filosofale e
dell’elisir di lunga vita. Leopoldo Giorgio – questo è il suo nome – è figlio di una
principessa tedesca sposata con un Medici e di un nobile ungherese. Istruito dal suo
precettore alla ricerca della verità e votato all’alchimia, compie un cammino che lo
porta a viaggiare per il mondo e maturare esperienze propedeutiche alla conquista
dell’immortalità. Rientrato dall’Oriente con facoltà non comuni, inizia a esercitare il
suo carisma suuomini e donne, ergendosi a protagonista o testimone fattivo di
importanti eventi storici e sociali. Sceglie di chiamarsi “Conte di Saint Germain”,
benché nel corso degli anni adotterà svariati pseudonimi, e diventa l’attrazione delle
corti europee che seduce con la sua cultura, i suoi trucchi, il suo portentoso talento.
Nel 1784, finge di morire per trasformarsi in una leggenda. Affronta così la seconda
parte della sua esistenza, misurandosi con le grandi rivoluzioni (francese, industriale
e russa), il nuovo mondo e le sue frontiere inesplorate, le guerre, il progresso
scientifico, la Belle époque, l’amore. Ed è proprio l’amore per una donna a renderlo
fragile e insieme cinico. In verità, egli ama l’eterno femminino, incarnato non
soltanto dalla sua Ortensia ma delle di lei figlia e nipote. Ama tre generazioni con la
medesima intensità e molte altre donne anonime o famose. È l’amore, più che
l’elisir di lunga vita, ad alimentare la sua vitalità, la sua eterna giovinezza. Nel
ripercorrere figure e avvenimenti storici che scandiscono il cursus di un’anima
famelica e nello stesso tempo l’iter del consorzio umano, l’uomo che pesò l’eternità
accompagna il lettore su un ideale tapis roulant da cui non vorremmo mai scendere.
Ma è giocoforza farlo. Ha smesso di nevicare ed è sceso il buio su Roma. La persona
che il conte ha atteso a lungo non è arrivata: è tempo di chiedersi se sia preferibile
continuare a vivere o concedersi al sonno che solve et coagula.Sinossi de L’UOMO CHE PESÒ L’ETERNITÀ di Giuseppe Bresciani
È il Natale del 1940 e la neve scende copiosa su Roma. Un uomo anziano si aggira
solitario sul Pincio, in attesa di qualcuno che tarda ad arrivare. Per ingannare la noia
o forse sgravarsi di un segreto, si rivolge a un uditorio muto. Seduto su una
panchina, incurante del maltempo e del gelo, inizia a raccontare alle statue del
parco i fatti incredibili della sua vita, segnata dall’avventura e dai prodigi. Si snoda
una vicenda straordinaria fin dal giorno in cui venne al mondo, nel 1694. L’uomo,
infatti, ha 246 anni, un’età inverosimile raggiunta grazie al fatto che ha saputo
arrestare il proprio invecchiamento. Confessa di avere “navigato per tre secoli sulle
acque impetuose della storia”. È riuscito in questa impresa non grazie a un dono
sovrannaturale ma alla ricerca, coronata dal successo, della pietra filosofale e
dell’elisir di lunga vita. Leopoldo Giorgio – questo è il suo nome – è figlio di una
principessa tedesca sposata con un Medici e di un nobile 

 

 

BIOGRAFIA

GIUSEPPE BRESCIANI

Sono nato il 7 ottobre 1955 a Como, dove risiedo.
Nel 1980 ho conseguito la laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Pavia.
Dopo trent’anni di attività imprenditoriale-umanistica ho iniziato a dedicarmi a tempo pieno alla scrittura.
Ho esordito nel 2011 con “L’inferno chiamato Afghanistan”, il racconto del mio soggiorno come osservatore nel paese dei
talebani.

Nel 2013 ho pubblicato i racconti “Il cantico del pesce
persico”.

Nel 2018 ho pubblicato il romanzo sul crepuscolo di
Leonardo da Vinci in Francia “Le infinite ragioni” (Albeggi) .

Nel 2021 ho pubblicato il romanzo storico “Il cavaliere del fiordo” (Leone) con cui ho vinto il premio “Scrittori con gusto”
assegnato dall’Accademia Res Aulica di Bologna.

Nel settembre
2025 ho pubblicato il mio nuovo romanzo “L’uomo che pesò l’eternità” (Altrevoci).

www.giuseppebresciani.net 

 

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