Vinicio Capossela, il 9 dicembre concerto al Teatro Morlacchi di Perugia per il tour di “Ballate per uomini e bestie” (ultimi biglietti ancora disponibili in prevendita)

Vinicio Capossela, il 9 dicembre concerto al Teatro Morlacchi

Vinicio Capossela, il 9 dicembre concerto al Teatro Morlacchi

Vinicio Capossela “Di città in città… (e porta l’orso)”, manca poco per l’arrivo a Perugia.

Il tour teatrale ‘Ballate per uomini e bestie’ – il nuovo spettacolo del cantautore in programma

da ottobre a dicembre nei più importanti teatri classici, di tradizione ed enti lirici italiani –

fa tappa anche al Teatro Morlacchi lunedì 9 dicembre.

Ancora qualche disponibilità per gli ultimi biglietti in prevendita

Vinicio Capossela

Vinicio Capossela

PERUGIA – Grazie al tour di ‘Ballate per Uomini e Bestie’ l’inedito concerto-spettacolo di Vinicio Capossela, ispirato all’omonimo album pubblicato il 17 aprile scorso, fa tappa anche in Umbria. Appuntamento a Perugia lunedì 9 dicembre (ore 21) nel suggestivo scenario del Teatro Morlacchi. I biglietti in vendita, anche online su TicketOne, stanno per terminare e quindi si consiglia l’acquisto in prevendita.

Il tour è organizzato da International Music and Arts, con la tappa perugina che vede l’organizzazione dell’Associazione Moon in June.

Capossela, accompagnato da una banda di musicisti di straordinario talento, condurrà il pubblico in un viaggio attraverso un medioevo fantastico fatto di bestie estinte, creature magiche, cavalieri erranti, fate e santi. Il nuovo tour teatrale toccherà, oltre che Perugia, le principali città italiane, da ottobre a dicembre.

Dopo la serie di concerti-atti unici e gli importanti live all’estero andati in scena nei mesi estivi, con l’avvio dell’autunno Capossela, come un orsante, porterà il suo spettacolo di città in città, per esibirlo nei più importanti teatri classici, di tradizione ed enti lirici italiani.

Capossela presenterà dal vivo quindi anche a Perugia il suo nuovo progetto discografico, “Ballate per uomini e bestie” (La Cùpa/Warner Music), undicesimo lavoro in studio uscito lo scorso maggio, un’opera di grande forza espressiva che guarda alle pestilenze del nostro presente travolto dalla corruzione del linguaggio, dal neoliberismo, dalla violenza e dal saccheggio della natura.

Con il nuovo spettacolo, pensato appositamente per i teatri, Capossela proporrà dal vivo un canzoniere che mette in mostra le similitudini e il senso di attualità che lo legano profondamente alle cronache dell’oggi. Alle creature che popolano l’ultimo album del cantautore si uniranno come in una danza i personaggi e le storie di alcuni dei suoi grandi successi in un intreccio che darà vita a un viaggio nel nostro presente, nelle fratture e nelle malattie del nostro mondo, alla ricerca di possibili cure.

Ad accompagnare Capossela sul palco ci saranno: Alessandro Asso Stefana (chitarre), Niccolò Fornabaio (batteria), Andrea Lamacchia (contrabbasso), Raffaele Tiseo (violino) e Giovannangelo De Gennaro (viella e aulofoni).

L’album ‘Ballate per uomini e bestie’ si è aggiudicato la Targa Tenco 2019 nella categoria “Miglior disco in assoluto”. La premiazione avverrà al Teatro Ariston di Sanremo il prossimo 17 ottobre nell’ambito del Premio Tenco.

Con queste parole Vinicio Capossela racconta lo spettacolo: “Dopo la palestra degli ‘atti unici’ in luoghi e titoli che hanno declinato i temi delle ‘Ballate per uomini e bestie’, arriva il teatro, luogo di rappresentazione dell’immaginario. Lo spazio scenico buio, come le grotte di Lascaux, da andare a riempire con bagliori, stralci di affreschi e strofe per rileggere il mondo con gli strumenti della poesia, della filosofia e della denunzia. Un viaggio nella terra in un momento in cui uomini e bestie non si distinguono nemmeno nel genere umano. Una cantata tra le creature che inizia dalle pitture rupestri e arriva all’evo medio prossimo e venturo attraverso un bestiario di varia umanità. Danze macabre al tempo della peste, nuove e antiche tentazioni, santi e inquisizioni nel rogo digitale. Il medioevo romantico e irragionevole dei preraffaeliti, le fiabe giocattolesche e fantasticanti di asini che diventano cantanti, sirene che diventano ballerine, Marajà corruttori di innocenti; storie di rose e di figlie di fate, di carceri e di gabbie da zoo, tentativi di evasione e continue trasformazioni delle forme in divenire. Le Pleiadi e la galassia a spirale portata sul dorso da una chiocciola. L’orsa della costellazione del cielo e l’orso buffone degli orsanti, figura ludica e cristologica che ci porta tutti in giro di città in città sul baraccone da fiera, in luogo di fierezza. E poi l’inverno, l’inverno dell’umanità, della guerra mai finita. L’inverno di un’orchestrina che suona nella neve di Auschwitz accompagnando festosamente l’immolarsi di sempre nuovi capri espiatori e una madonna umile, fatta di conchiglie, per chi in mare non trova sepoltura. Una mareggiata di poveri cristi che non rinunciano a essere UOMINI VIVI. Ovunque protetti nella metamorfosi continua e incessante che è la vita e che non lascia intatti uomini, bestie, natura e animali. Nemmeno in teatro”.

 

 

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